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Ristrutturare casa, quali documenti occorrono

Una ristrutturazione edilizia rappresenta un impegno notevole, sia dal punto di vista economico che organizzativo. La pianificazione dei lavori, infatti, rappresenta una fase cruciale; non di rado, sono necessari sopralluoghi e perizie tecniche, per valutare accuratamente lo stato dell’edificio e individuare gli interventi da implementare. Solo successivamente, è possibile procedere concretamente all’organizzazione della ristrutturazione ed espletare anzitutto gli oneri burocratici; a seconda della tipologia di intervento, è necessario produrre un’apposita documentazione, così che i lavori possano essere effettuati nel pieno rispetto delle normative di riferimento. In questo articolo vediamo quali sono, in dettaglio, i documenti necessari per avviare la ristrutturazione della propria casa.

Visure catastali

Prima di rivolgersi agli enti competenti per richiedere le autorizzazioni di cui si ha bisogno, è bene approntare alcune verifiche, circa lo statuto catastale dell’edificio. A tale scopo, è
possibile reperire tutti i dati relativi all’immobile, purché siano stati precedentemente
registrati, richiedendo una visura al catasto. Rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate, oppure ad un portale specializzato quale Ivisura, è possibile ottenere una visura completa, oppure semplicemente una planimetria, ossia la rappresentazione grafica in scala del fabbricato. In altre parole, si tratta della piantina della casa, dalla quale è possibile desumere la distribuzione degli spazi e verificare se tutto l’immobile è correttamente accatastato o meno.

Tipologie di intervento

Per ristrutturare casa è necessario richiedere ed ottenere le necessarie autorizzazioni, a
seconda della tipologia di interventi pianificati. Una ristrutturazione, infatti, può avere una
portata superficiale, ossia non interessare direttamente le strutture edilizie ma soltanto i
rivestimenti o gli impianti. In tal caso, si parla di manutenzione ordinaria; di contro, quando i lavori hanno una portata maggiore, si tratta di manutenzione straordinaria. In questa definizione non rientrano gli interventi strutturali, le opere di ricostruzione e quelle di nuova costruzione, per le quali va richiesto un apposito permesso.

CILA, CIL e SCIA

A seconda del caso specifico, prima di approntare una ristrutturazione, è necessario
ottenere uno dei seguenti titoli edilizi:
CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata);
CIL (Comunicazione di inizio lavori);
SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività);
– Permesso per costruire, per le opere di nuova costruzione.

La CILA va richiesta per gli interventi funzionali, anche di manutenzione straordinaria, che non coinvolgono le strutture edilizie né implicano una modifica della distribuzione delle
volumetrie interne ed esterne. I lavori per i quali è necessario ottenere la CILA sono:
– frazionamento e accorpamento di unità, senza modifica della destinazione d’uso
originaria ;
– movimentazione di terra, in terreni non destinati all’uso agricolo;
– opere di restauro e risanamento di carattere non strutturale;
– realizzazione di pertinenze il cui volume non supera il 20% di quello dell’edificio
principale.

La SCIA, invece, si rende necessaria quando gli interventi di ristrutturazione,
risanamento o ripristino interessano elementi strutturali dell’abitazione. I lavori che rientrano sotto l’egida della SCIA possono essere avviati anche il giorno stesso della
presentazione della segnalazione; entro quindici giorni dal termine della ristrutturazione, il
soggetto titolare del permesso di costruire, o colui il quale ha presentato la richiesta, deve
fare domanda per un certificato di agibilità. In alternativa, è possibile presentare
un’autocertificazione sottoscritta da un professionista (fatta eccezione per gli edifici
condonati).

Il Permesso per costruire è l’autorizzazione necessaria per gli interventi di nuova
costruzione (interrati e fuori terra), la realizzazione di pertinenze di volumetria superiore al
20% dell’edificio principale o di strutture quali torri, tralicci e depositi.

Va sottolineato, però, come non tutti i lavori di ristrutturazione richiedano una
documentazione apposita. Gli interventi di manutenzione ordinaria – o “edilizia leggera” –
sono tra questi: il rifacimento dei rivestimenti interni (tinteggiatura e pavimenti), la rimozione delle barriere architettoniche, l’installazione di pannelli fotovoltaici al di fuori dei centri storici e la movimentazione del terreno nei poderi agricoli possono essere effettuati senza richiedere preventivamente una specifica autorizzazione.

 

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