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Il cambiamento digitale delle piccole e medie imprese italiane

Le aziende italiane di ogni dimensione – incluse le PMI – hanno intrapreso un processo di digitalizzazione, necessario per contribuire allo sviluppo economico del Paese e per misurarsi ad armi pari con i principali competitor europei.

Per rimanere competitive sul mercato, oggi le aziende italiane devono progressivamente investire nell’innovazione tecnologica. Lo stesso discorso vale per le PMI (acronimo che sta per piccole medie imprese), che non possono sottrarsi da un percorso di crescita digitale.

Nel nostro Paese, le aziende che contano meno di 250 addetti e che generano ricavi annui per non più di 50 milioni di euro contribuiscono da sole al 41% dell’intero fatturato nazionale. Per questo motivo, è importante che rivedano i propri modelli di business in termini di una maggiore integrazione delle tecnologie digitali, e che si mantengano al passo di altri Stati europei come il Regno Unito o la Germania.

In alcuni casi, è stata la legge italiana a spingere le aziende italiane verso il digitale.
L’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, per esempio, ha portato le imprese a dotarsi di sistemi gestionali, software dedicati con cui gestire la compilazione, la trasmissione e l’archiviazione dei documenti fiscali in formato elettronico. Per semplificare ulteriormente il compito, Fatture in Cloud ha sviluppato un’app di fatturazione elettronica che consente di creare in qualsiasi momento e in qualunque luogo i file XML (l’unico formato riconosciuto dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate) e gestirne il ciclo completo fino alla conservazione sostitutiva.

In altri casi, è stata invece la pandemia ad accelerare la digitalizzazione delle PMI. Si pensi al boom dell’eCommerce registrato nel periodo successivo all’imposizione delle misure di contenimento dei contagi da coronavirus. Gli store online sono cresciuti di oltre il 50% rispetto al periodo pre-Covid, garantendo la continuità dell’operatività aziendale. Gli analisti stimano che il commercio elettronico non smetterà di crescere anche una volta che l’emergenza pandemica sarà definitivamente finita, restando un canale di vendita fondamentale per le piccole e medie imprese del tessuto nazionale.

Il lockdown e le chiusure forzate delle attività commerciali hanno inoltre incoraggiato il ricorso al lavoro da remoto e l’utilizzo di piattaforme digitali o servizi cloud per la comunicazione e lo scambio di informazioni all’interno delle aziende.

Quel che resta da fare, secondo chi si occupa di trasformazione digitale, è incrementare le competenze e la formazione del personale al fine di portare realmente nuove conoscenze in azienda, andando a rivedere tutti i processi produttivi e organizzativi in una reale ottica di innovazione.

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