L’agricoltura biologica altro non è che l’agricoltura praticata dai nostri avi, senza concimi, diserbanti, pesticidi e tutta la lunga sfilza dei prodotti della moderna alchimia, ovvero è l’arte di coltivare la terra in modo naturale (inquinamento permettendo).
L’agricoltura biologica per definirsi tale deve rispettare non solo regole colturali bensì sottostare alle direttive dell’UE in ordine alla produzione, alla etichettatura e controllo sul campo.
Il primo regolamento del Consiglio Europeo in ordine alla materia risale al 1991. In un primo momento venivano normati esclusivamente i prodotti vegetali, più tardi si sono aggiunti anche i prodotti di origine animale, in riferimento ai quali è stata identificata il tipo d’alimentazione, la tipologia di prevenzione delle malattie, il tipo d’allevamento e l’uso finale delle deiezioni, nonchè le cure veterinarie.
Le ultime direttive dell’Europa in ordine al controllo, produzione ed etichettatura dei prodotti derivanti dall’agricoltura biologica risalgono al 1 luglio 2010.
La dicitura “bio” insieme al logo biologico dell’Europa si può applicare esclusivamente agli elementi dotati almeno del 95% degli ingredienti provenienti da produzione biologica certificata.
L’uso di O.G.M è vietato.
Nonostante i prodotti biologici abbiamo costi leggermente superiori rispetto ai tradizionali, nel 2010 hanno aumentato la produzione del 18%.
Nell’acquisto di prodotti “bio” è importante verificare che la confezione sia dotata del bollino di qualità.
